Il nostro approccio
La nostra prospettiva sulla disabilità e sulla Sindrome di Williams
Ci basiamo su studi che propongono un approccio alla disabilità di tipo biopsicosociale, superando una visione esclusivamente medico-assistenziale.
Promuoviamo progetti rivolti non solo a bambini e ragazzi con Sindrome di Williams, ma anche ad amici, coetanei e parenti, con l'obiettivo di favorire un'inclusione autentica e sostenere un cambiamento culturale.
Pensando a un percorso di vita indipendente, è necessario che le persone con disabilità abbiano un ruolo attivo, con desideri e aspirazioni riconosciuti e legittimati.
"Niente su di noi senza di noi".
Questo principio è espresso nel motto "Niente su di noi senza di noi", nato dal movimento delle persone con disabilità e richiamato anche dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che afferma il diritto di ogni persona a essere protagonista delle decisioni che la riguardano.
Autodeterminazione e agentività sono pilastri dello sviluppo personale e della costruzione di un progetto di vita indipendente.
L'autodeterminazione riguarda la possibilità di scegliere il proprio percorso; l'agentività la capacità di tradurre quelle scelte in azioni consapevoli.
Questi aspetti sono particolarmente delicati nell'infanzia e nell'adolescenza.
Nel tentativo di promuovere l'autonomia, si rischia talvolta di valorizzare l'obbedienza più della capacità di scelta, che è invece alla base dell'indipendenza.
Promuovere autodeterminazione e agentività fin da giovani significa sostenere la possibilità di esprimere preferenze e partecipare alle decisioni importanti della propria vita. Indipendenza non significa fare tutto da soli, ma poter decidere sulle questioni che contano.
Come condividiamo conoscenze con famiglie e operatori
Accanto al supporto diretto alle famiglie, APSW promuove momenti di formazione e confronto rivolti a educatori, operatori e cittadini.
Lo facciamo per costruire una base culturale comune che aiuti a superare stereotipi e a promuovere una cultura del rispetto e dell'accettazione delle differenze.
Un esempio recente è il ciclo di incontri "Decostruzione del concetto di normalità e superamento della contrapposizione abile/disabile", condotto da Alice Sodi (fondatrice e vicepresidente di Neuropeculiar).
Perché il nostro approccio aiuta davvero le famiglie
Un approccio condiviso rende il percorso più chiaro e coordinato.
Aiuta famiglie, servizi e comunità locali a dialogare con maggiore chiarezza, riducendo incomprensioni e difficoltà comunicative.
Quando il linguaggio è più preciso e le aspettative sono più realistiche, diminuiscono:
In APSW lavoriamo su questo livello:
favoriamo momenti di confronto tra famiglie, servizi e realtà locali, affinché la collaborazione sia più stabile, coerente e attenta ai bisogni reali delle persone.